Il liceo musicale e Coreutico

Riporto dal Sito Classicaviva – www.classicaviva.com in fondo all’articolo il testo del decreto citato

Ecco una notizia molto importante e, una volta tanto, positiva: riprendiamo dal sito http://www.orizzontescuola.it un documento quasi ufficiale, che è stato pubblicato in modo un poco “corsaro”: si tratta del regolamento attuativo per il riordino dei Licei, che istituisce finalmente e concretamente i Licei musicali e coreutici, con un provvedimento atteso fin dall’istituzione della legge 508 (1999) e della legge del 28 marzo 2003, n. 53 (meglio conosciuta come “legge Moratti”). In pratica, è l’attuazione della legge del 6 agosto 2008, n. 133. Se tutto andrà avanti come previsto, già dal prossimo anno scolastico 2009-2010 dovrebbero venire attivati i primi Licei musicali e coreutici (ossia per i ballerini). Rimangono da risolvere alcuni problemini non da poco, ossia: mancano le classi per le graduatorie di insegnamento specifiche per gli insegnamenti professionalizzanti per questi licei (si veda, nel documento qui sotto, il quadro orario analitico delle materie previste, con le relative ore di insegnamento); bisognerà reperire sedi idonee (con aule appositamente attrezzate per la danza, o per la musica, quindi insonorizzate, e dotate di ottimi pianoforti e altri strumenti), selezionare i docenti, organizzare il tutto…

Ma, insomma… finalmente si aprono spazi nuovi per l’insegnamento della musica e della danza, e spazi statali, pubblici, monitorati e controllati da regolamenti ben precisi.

Ricordiamo, ad esempio, la polemica sul fatto che praticamente la quasi totalità delle scuole di danza oggi  siano private, e attivabili anche da insegnanti privi di diplomi legalmente riconosciuti, con possibili gravi danni per il corretto apprendimento di una disciplina tanto impegnativa, quando addirittura non lesive per il fisico dei giovanissimi allievi. L’unico Diploma legalmente riconosciuto nel nostro paese è, infatti, quello rilasciato dall’Accademia Nazionale di Danza di Roma, che ha attivato da tempo il Biennio di specializzazione, formando insegnanti di alto livello, con una Laurea specialistica.

Speriamo dunque di vedere presto tanti, e buoni, licei coreutici e musicali, distribuiti in tutto il paese!

Ma c’è una nota dolente, che non posso fare a meno di ricordare:  l’insegnamento della musica, e anche della storia della musica, è il grande assente in tutte le nostre scuole superiori (come del resto avviene già oggi). A parte i già citati licei musicali e coreutici,  infatti, l’insegnamento della musica è previsto solamente nel primo biennio del Liceo delle scienze umane (destinato a formare gli insegnanti della Scuola primaria). Insomma, sarà ancora possibile uscire dal Liceo Classico o anche artistico con ottime nozioni letterarie e di storia dell’arte, e non avere neanche mai sentito nominare non dico Beethoven, ma nemmeno Scarlatti o Vivaldi… e poi ci lamentiamo che la grande musica non ha pubblico?

bozza regolamento  licei

Allegato_A

Allegati_B_C_D_E_F_G

Allegato_H

3 thoughts on “Il liceo musicale e Coreutico

  1. Secondo me questo non è modo di fare. Non c’è un’informazione chiara, se non c’è un’informazione chiara su come sarà organizzato il tutto significa che in realtà non è stato programmato o progettato un bel niente, si fa tutto alla giornata, alla “come viene…”. Se “loro” non hanno progettato bene non significa che non lo sanno fare ma che non hanno voglia di farlo, è solo propaganda secondo me… Spero di sbagliarmi…
    Ciao…
    Arturo Panetta

  2. da ItaliaOggi

    Il Consiglio di stato dice sì, ma chiede atti di legge per programmi e orari

    Riforma Gelmini a rischio

    Potrebbe non farcela per l’avvio da settembre

    Bisogna arrivare in fondo alle tre relazioni alle tre relazioni del Consiglio di stato. Dopo lunghe attestazioni per il buon lavoro fatto, per gli interventi apportati dopo le prime critiche, e per quelli che si dà per scontato che nei fatti interverranno dopo, arriva la batosta. Perché il Cds ha dato, lo si è appreso ieri, parere favorevole ai tre regolamenti che strutturano la nuova scuola superiore targata Gelmini. Che, stando alla scaletta del governo, dovrebbe decollare dal prossimo settembre.

    Ma chiedendo che la polpa della riforma -ovvero i programmi, gli orari, la strutturazione delle nuove cattedre e i criteri di valutazione e di autovalutazione- siano decisi non con decreto ministeriale, ma con «atti aventi forza normativa», ovvero decreti del presidente della repubblica. È questa la condicio sine qua non imposta dalla magistratura di controllo al ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini. Che il ministro, come sottolineano le stesse relazioni di Palazzo Spada, ha accettato. Un cambio di veste giuridica dei provvedimenti che però ha valore sostanziale e non solo formale. Perché dovendosi procedere con regolamenti, adottati come dpr, questi dovranno ripercorrere la stessa trafila degli atti appena licenziati dal Cds. E dunque, vaglio dei magistrati di Palazzo Spada e parere delle commissioni parlamentari competenti. Un iter che richiede tempi molto più lunghi di quelli necessari per l’emanazione di un semplice decreto ministeriale, quello che la Gelmini aveva previsto. Ora è tutto molto più difficile. Tanto che, in ambienti parlamentari di maggioranza, non si esclude addirittura un rinvio della riforma stessa. Il governo si è impegnato, con tanto di clausola in Finanziaria, a far decollare i nuovi licei e istituti tecnici e professionali dal prossimo settembre. Il che significa aver tutto pronto per le pre-iscrizioni, che di norma si fanno entro febbraio.

    Ma a voler seguire la prassi della trafila dei regolamenti, si sarebbe già fuori tempo massimo per l’informativa a insegnanti e famiglie sui nuovi percorsi che si possono scegliere con il prossimo anno. E dunque si dovrebbe andare al rinvio al 2011 della riforma. Uno smacco per il ministro e l’intera maggioranza. Ci sono, poi, altri punti, solo in apparenza meno incisivi, su cui i magistrati di Palazzo Spada hanno puntato il dito. Tra questi, la riforma che si introduce attraverso i regolamenti degli organi collegiali, con la previsione dei dipartimenti e del comitato scientifico, una struttura che apre all’ingresso di privati nelle scuole. Modifiche, queste, che andrebbero, sempre per il Consiglio di stato, a minare l’autonomia degli istituti scolastici.

    I vertici di viale Trastevere, intanto, stanno cercando di correre ai ripari. In primo luogo, prendendo un po’ di tempo: un mese in più per le preiscrizioni per le sole superiori, e dunque da farsi non entro il 27 febbraio prossimo ma entro marzo. La comunicazione, via circolare, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni alle scuole. Resta poi il problema di fondo: rispettare il dettato di Palazzo Spada e al tempo stesso non innestare una clamorosa retromarcia sull’avvio della riforma. I tecnici sono tutti al lavoro. È partita la caccia all’escamotage, a partire da un attento esame di tutti i casi in cui il dicastero, alle prese negli ultimi anni con continue riforme, si è ritrovato a gestire situazioni simili.

  3. Il ministero della Pubblica Istruzione ha creato un sito dove sono riportati tutti i chiarimenti in merito all’istituzione dei nuovi licei, tra i quali i licei musicali il link è questo

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