E’ forse la frase che ogni musicista ha sentito dire almeno una volta nella sua vita, forse anche più di una. Ma la cosa più fastidiosa è che il nostro lavoro non viene riconosciuto come tale. Per gli altri, i non addetti ai lavori, la nostra non è una professione che ha richiesto impegno sforzi e sacrifici di ogni genere il nostro è un hobby una passione; un qualcosa che, a differenza di chi ha studiato giurisprudenza o ingegneria, dovremmo praticare anche senza essere retributi. Inserisco un video interessante a tal proposito e guardate cosa dice questa collega attrice.
È in vigore dal 1 maggio 2010 il decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, pubblicato nella GU n. 100 del 30 aprile 2010, recante «Disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali»
In fondo all’articolo troverete il testo ufficiale del Decreto legge
Su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, il Governo modifica l’attuale assetto delle fondazioni lirico-sinfoniche, attenendosi ai seguenti criteri:
razionalizzazione dell’organizzazione e del funzionamento, sulla base dei principi di efficienza, corretta gestione, economicità ed imprenditorialità;
individuazione degli indirizzi ai quali dovranno improntarsi le decisioni attribuite all’autonomia statutaria di ciascuna fondazione; lo statuto di ciascuna fondazione e le relative modificazioni sono approvati dal Ministro per i beni culturali, di concerto con il Ministro dell’economia;
previsione di forme adeguate di vigilanza sulla gestione economico-finanziaria;
rideterminazione dei criteri di ripartizione del contributo statale, per incentivare il miglioramento dei risultati relativi alla gestione;
contrattazione collettiva secondo una disciplina organica;
eventuale previsione di forme organizzative speciali per le fondazioni lirico-sinfoniche (in relazione alla loro peculiarità, rilevanza internazionale, capacità produttive); con attribuzione al Ministro per i beni culturali, di concerto con il Ministro dell’economia, del potere di approvazione dello statuto e delle relative modifiche. Continua a leggere »
Finalmente qualcuno si rende conto che la musica in Italia non è solo “Amici” o X factor. Si, proprio così perchè in Italia purtroppo non è possibile vedere dei concerti se non in tarda notte nel servizio pubblico ( rai tre di solito alle 2 circa ) e ogni tanto sulla rete privata concorrente la mattina di domenica. Questi sono gli unici momenti in cui è possibile vedere qualche concerto. In parte questa situazione è imputabile al fatto che la musica classica non fa “incasso”. Mi spiego meglio, sia nel servizio pubblico che nei concorrenti privati la maggior entrata economica per le emittenti è data dalla pubblicità; questa pubblicità ha dei costi ben differenti che dipendono dalla fascia di orario e dal tipo di trasmissione che “interrompono” perchè il tutto dipende dal cosiddetto Share. Lo share non è altro che una statistica sui telespettatori che stanno visionando il programma e capirete bene che un programma che fa finta di scoprire talenti, ma in realtà è un programma basato su polemiche colpi di scena ecc… ha uno share maggiore rispetto a tre “vecchietti” che parlano della pallosa Carmen o ancora peggio di un concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven.
Ecco questa è la motivazione per la quale nè in Rai nè tantomeno in Mediaset vengono trasmessi concerti ad orari “umani” perchè non fanno Share e quindi il costo pubblicitario decadrebbe (con conseguenti danni economici per le aziende), ecco perchè Fazio alla conferenza stampa sullo speciale di “Che tempo che fa..” parlava di sfida.. Sfida nel senso che se la trasmissione non rispettasse le previsioni della società non si sarebbe più rivista una cosa del genere. Nonostante il grande punto interrogativo il programma condotto da Fazio ha registrato 1.714.000 spettatori e il 7,49% di share. Le tre ore di grande Musica, in cui sono intervenuti anche il Sovrintendente e Direttore artistico della Scala, Stéphane Lissner, la regista Emma Dante, Natalia Aspesi, Alessandro Baricco e Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, hanno ottenuto un picco di quasi il 17% (16,71% alle 23:53) e una share del 14.51% nel target dei laureati.
Grazie davvero per la trasmissione e su questa sfida che la Rai o meglio Fabio Fazio ha voluto lanciare ( vincendola ).